La bambola di sale

 
C’era una volta una bambola di sale che, seppur di tale fattura, aveva capelli biondi, occhi azzurri ed era bella.
Questa andava alla ricerca del “principe azzurro”. Un giorno ebbe la fortuna di incontrarne uno e se ne innamorò.
Con costui visse qualche anno e poi lo lasciò.
In seguito si recò in un altro paese; qui conobbe un altro principe e dopo una breve esperienza abbandonò anche quest'ultimo.
Non contenta, giunse in un altro luogo e qui ne trovò un altro. Ma si ebbe il medesimo epilogo.
Stanca del suo peregrinare, un giorno si addormentò su un promontorio.
Si svegliò ai primi raggi del sole e dopo aver visto in lontananza il mare ebbe il desiderio di toccarlo.
Scese dalla rupe e si diresse verso il mare.
Appena ebbe raggiunto la riva, distese la sua mano come se volesse accarezzare le acque marine e immediatamente la mano scomparve.
Allungò allora l’altra mano e anche questa sparì.
La bambola, incantata dal mare, immerse prima una gamba e poi l’altra ed entrambe si sciolsero davanti ai suoi occhi.
Prima di dissolversi completamente emise compiaciuta questa frase: “Io sono il mare!”.
Quale insegnamento, caro lettore, possiamo trarre da questo breve racconto?
La bambola di sale ha trovato la sua piena realizzazione. Tocca anche a noi cercarla, per vivere appieno la nostra esistenza , affermando qualche volta: “Io sono la vita!”.

 
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