Le stampelle

 
C’era una volta un re.

Un giorno andò da questi un giovane e gli disse: “Sire, desidero studiare in un paese limitrofo al regno. Purtroppo non ne ho la possibilità economica”.

Il re lo guardò e lo fissò amorevolmente, poi gli rispose: “Sono contento, giovane, che hai questo desiderio. Provvederò io per le spese necessarie ”.

Dopo alcuni giorni, il giovane partì per quel paese. Studiò le varie discipline: la matematica, le scienze, la religione, la lingua del luogo, la storia, l’educazione civica, ecc. ecc. Finiti gli studi, ritornò al suo villaggio e andò dal re per ringraziarlo. Il re gli chiese di metterlo al corrente di tutto. Dopo aver ascoltato pazientemente il giovane, il re gli disse: “Cosa ti ha colpito di più durante il tuo soggiorno?”. Lo studente dopo un po’ di esitazione rispose: “Sire nel paese qui vicino vanno tutti con le stampelle!”. Il re disse: “Da che mondo e mondo qui vanno tutti senza stampelle, adesso tu sostieni che nel paese qui vicino tutti usano le stampelle. Dunque anche da noi si può fare lo stesso?". "Sire, io ne sono un diretto testimone oculare e posso dare prova di ciò". Siccome in quel periodo vi era mancanza di lavoro, il re colse l'occasione di far costruire, a coloro che non avevano impiego, delle stampelle da distribuire a tutti. I sudditi furono contenti dell’iniziativa che il re aveva preso e andarono sotto il balcone della reggia dove solitamente costui si affacciava. Dopo che si fu affacciato, lo ringraziarono in coro: "Lunga vita al re". Il re fece chiamare immediatamente il giovane e lo nominò suo consigliere. Dopo non molto tempo quel re morì e, dopo alcuni secoli, si ripresentò un analoga situazione in cui era coinvolto un giovane re, suo discendente. Un altro giovane andò dal re e gli fece la medesima richiesta: quella di voler andare a studiare in un altro paese. Il re fu propenso a soddisfare le sue esigenze. Il giovane si cimentò nello studio di tutte le discipline e poi tornò a casa. Fu interpellato dal re e gli riferì la cosa più importante che aveva capito. "Nel regno qui vicino, " affermò, " tutti vanno senza stampelle."

"Da che mondo e mondo qui si va con le stampelle. Adesso vieni tu a dirmi tali cose?".

"Sire, io la sfido. Le dimostrerò che si può andare senza stampelle."

"Osi sfidare il re, ragazzo? Ebbene domenica, dopo i giochi, darai dimostrazione di ciò che dici. Ma bada che, se non ci riuscirai, sarai messo in carcere per le tue affermazioni malsane."

Giunse così il giorno stabilito. Dopo la giostra, fu disteso il tappeto; il giovane cominciò a dirigersi con le stampelle verso il trono del re. Prima che iniziasse la dimostrazione furono suonate persino le trombe.

Cammin facendo egli prese una stampella e la gettò verso gli uomini e questi fecero: “OOOH!”, meravigliandosi, come per dire:" Non è possibile!"

Stette quasi per cascare a terra, ma facendosi coraggio e dicendo a se stesso: "Ci devo riuscire", si appoggiò alla sola stampella rimasta. A questo punto si alzò in piedi e facendosi forza su quella che aveva, dopo aver ripetuto a se stesso: "Devo dimostrare che si può camminare senza stampelle", prese la stampella e la lanciò verso le donne e i bambini. Tutti gli spettatori si meravigliarono. Dopo breve tempo cadde a terra, forse preso dall’emozione o da qualche timore.

Allora il re battè le mani e ad un suo subalterno disse di fare incarcerare subito quel giovane, il quale, preso da un certo orgoglio o da quant’altro, lo aveva voluto sfidare.

Caro lettore, oltre ad offrire a te l'occasione per riflettere sulle stampelle, ti offro una chiave di lettura che è questa: qualsiasi elemento che è utile o inutile, necessario o non necessario potrebbe essere individuato come stampella. Ad ognuno si da la possibilità di poterlo usare o meno secondo le proprie esigenze, purché non si rimanga frustrati o depressi per l’impossibilità di farlo o non farlo.

Panic

 
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