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Articolo di Don Nicola COLANGELO, pubblicato sull’Osservatore Romano del 17 dicembre 2006. Ricordo di Ugolino da Belluno, artista francescano cappuccino.

“Un innovatore nell’arte religiosa contemporanea”

“Non si nasce per morire, ma per continuare a creare e operare….. nel progetto di Dio Creatore”. Questa è la scritta che desidererei porre sulla lapide dell’artista che ci ha lasciato il 24 maggio del 2002: padre Ugolino da Belluno (Al secolo Silvio Alessandri) e che le cui opere parlano ancora di sé.
Nato a Belluno il 15 dicembre 1919, fino da giovane attese agli studi classici, filosofici e teologici, ma contemporaneamente si dedicò all’arte e abbracciò la regola di san Francesco.
A noi della parrocchia di Santa Maria Mater Ecllesiae è doveroso ricordarlo, oltre che come religioso francescano-cappuccino e sacerdote, anche per le sue opere, realizzate con estro artistico nel nostro luogo di culto. Per quanto riguarda l’artista si può affermare che, con l’affresco-graffito, alcune volte congiunto al mosaico, Ugolino da Belluno entra con ruolo innovativo nell’arte religiosa contemporanea.
A questo sposalizio affresco più graffito, se ne aggiungono altri: tra l’arte del passato e quella del presente; tra il Verbum e la musica; tra il Verbum e le parole di gloria; tra ombra e immagine; tra positivo e negativo; tra particolare e universale, tra una base e un vertice; tra un centro e una periferia; tra una dinamica figurativa centrifuga e una centripeta. Questi si deduce dalle opere e ancor più dall’insieme delle fotografie, che arricchiscono il libro che Giorgio Di Genova ha dedicato a questo Padre Francescano-cappuccino.
Il Padre, oltre a portare nell’arte la sua creatività artistica e l’incisivo simbolismo religioso, ha inserito anche la sua ricchezza di formazione religiosa francescana, acquisita negli anni, e la sua conoscenza e teologica e scritturistica.
E’ pur vero che le opere considerate sono state commissionate dai suoi confratelli, per cui non poteva mancare la tematica francescana. Insomma, nell’insieme, lo si può definire un’artista completo e poliedrico; persino minuzioso e attento nella ricerca dei nuovi materiali che usava nel suo lavoro.
Qualsiasi opera non decade con la scomparsa del suo autore, ma rimane nel tempo; di conseguenza è consuetudine affermare che tutto passa (panta rei come dicevano i greci) ma l’arte non passa.
Ugolino è passato a miglior vita, per incontrare il Padre celeste, ma anche il suo fondatore – confratello Francesco di Assisi ed altri santi, che con tanto amore ha immortalato in molte chiese.
Le opere non sono passate, anzi gli danno “ gloria…gloria…gloria… nei cieli” (parafrasando espressioni titaniche che usava nelle raffigurazioni). Mentre con “Pace…pace…pace… in terra” continua ad annunciare una catechesi figurativa.
La sorella morte corporale è venuta a bussare alla porta e lo a tolto da questa terra. Ma egli rimarrà nel nostro cuore, nella nostra mente e nel nostro spirito, per la maestosità dei disegni-graffiti e dei mosaici offerti alla nostra parrocchia.
Ha lasciato un segno della sua “genialità” a noi e alla Madre Chiesa, a cui è stato sempre fedele, così noi lo apprezziamo, nell’annunciare con stupore la bellezza di queste immagini che si presentano ai nostri occhi.
Caro confratello in Cristo, penso che, nell’aldilà, il Signore abbia riconoscenza verso di te, per la testimonianza che ai dato, come cristiano, frate e artista.
Mentre con l’arte esprimevi maggiormente la grandezza di Dio Uno e Trino, ora quella grandezza la contempli direttamente, vedendo l’Eterno faccia a faccia.
Possiamo dire che tra te e il Padre Eterno ci sia stato un contratto di questo genere: Lui ha creato te e tu, come ricompensa, lo hai raffigurato con l’immagine; tu, rappresentandoLo artisticamente, hai confermato il tuo amore per Lui e Lui certamente ti avrà ricompensato di questo amore anche in cielo.
Non contento solo dell’arte, per coronare l’amore di Dio ci tenevi a dire che eri religioso francescano, come a voler affermare, in sintesi, che amavi la povertà di Cristo e di Francesco e facevi della tua vita una preghiera continua.

 
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